Il presente sito si propone di condividere materiale del Maestro Giuliano Kremm-Erz, in maniera serena e fraterna, scongiurando i pericoli del settarismo imperante ed aiutando i sinceri aspiranti alla Luce nel rinvenimento degli strumenti necessari all'ascenso. Il sito non ha alcun scopo di lucro ed è aperto a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, appartenenti  alle diverse obbedienze kremmereziane,  intenzionate a percorrere la strada verso quell'Uno Infinito, che la parola imperfetta chiama Dio. È, ad ogni modo, necessario precisare che tale spazio non ha alcuna intenzione profanatoria, dal momento che pubblicherà solo quanto riterrà opportuno, senza minimamente intaccare il patrimonio iniziatico più riservato che, per ovvi motivi, non può essere condiviso in una compagine pubblica. Nascendo come un sito di condivisione, saranno benvenuti gli apporti di materiale di quanti vorranno contribuire ad accrescere non solo questo spazio, ma soprattutto la consapevolezza dei suoi lettori. Quanto sarà pubblicato avrà valore esemplificativo e simbolico, senza alcuna determinazione pratica ed operativa, la quale permane in un ambito riservato e propriamente iniziatico. Si sconsiglia, pertanto, l'utilizzo dei riferimenti rituali in quanto non completi e sprovvisti dell'adeguato supporto di comprensione. Si declina, infine, ogni responsabilità per l'uso improprio di materiale che è e deve rimanere a titolo puramente introduttivo e di riferimento generale. Per chiunque sia in possesso di materiale riservato di rilievo e lo voglia vendere o sottoporre a cambi in un’ottica di leale collaborazione,  la Direzione del sito è disponibile a valutare eventuali proposte in merito, impegnandosi, anche per iscritto, a non divulgare in alcun modo quanto verrà ad Essa a pervenire.

  • I Riti

    Riti della Schola kremmerziana per la prima volta messi a disposizione del pubblico degli studiosi e dei cultori dell'Ermetismo Italico, in versioni pdf da scaricare liberamente, a fini di studio e di comprensione delle radici storico-iniziatiche del cosiddetto Ermetismo Napoletano.

  • Gli scritti

    Tutte le opere del Maestro Giuliano Kremmerz in versione originale, rigitalizzate dalla Redazione del Sito e presentate in una nuova e accattivante veste grafica. A queste si aggiungono altri testi legati alla mistica della Schola Hermetis partenopea, messi a disposizione per integrare la lettura delle opere del Maestro.

  • Galleria fotografica

    La Redazione è lieta di offrire ai lettori una nutrita galleria fotografica, all’interno della quale sarà possibile ammirare una serie di scatti d’epoca di Giuliano Kremmerz e di altri personaggi della scuola magica partenopeo-egizia, per la prima volta restaurati e pubblicati a colori.

                           NOTA BENE

Informiamo i gentili lettori che il presente sito verrà settimanalmente aggiornato in tutte le sue rubriche, per offrire novità e spunti di riflessione. Si raccomanda pertanto di visitare periodicamente tutte le sezioni dello stesso, per rinvenire nuovi approfondimenti e materiali.  

                                                                      

Certificato di morte di Ciro Formisano.

Il 7 maggio del 1930, il Maestro Kremmerz partiva per il suo ultimo viaggio verso il Celeste Impero. La Redazione ha deciso di ricordarlo, pubblicando, con il placet della Casa Editrice Rebis, un breve ma significativo racconto apparso fra le pagine del numero 13 della Rivista Elixir. Buona Lettura!

 Dr. Icarus Lazard

Il Respiro del Mago

Sette Maggio del 1929: Notte… Il vecchio mago sedeva nella penombra del suo studio su una consunta poltrona di pelle scura, scrutando la pioggia che lambiva i vetri di una piccola finestrella rivolta a Oriente. E la sua mente andò alla lontana terra natia; a quel piccolo cimitero di Portici nel quale egli aveva seppellito l’amata madre. Gli mancava. Gli mancavano i suoi sorrisi… i suoi baci; quella tenerezza che solo lei era in grado di infondergli quando, ancora bambino, giaceva in preda alle febbri con il capo reclinato sul candido cuscino. Le mancava…ed il dolore era una lama ruvida che gli attraversava il petto, al punto da fargli sanguinare l’anima. Ciro si levò con fare pesante ed accese una candela bianca per illuminare la semioscurità. Gli faceva male il capo ma aveva imparato a convivere anche con quel dolore divenuto consueto e lancinante, come la sua vita. Si avvicinava ormai ai settant’anni e mai come in quel momento aveva desiderato risposte certe sulla vita oltre la vita.  Le fantasmagorie dei filosofi non lo interessavano più perché, al di là dei luminosi universi evocati dalle loro parabole, nessuno era riuscito ad estirpare dalle narici l’odore intenso della terra smossa che avrebbe, presto o tardi, avvolto le sue membra. Invero, egli aveva ricevuto dagli Dei più di quanto un uomo comune potesse sperare di conseguire dalla sorte. Ed ora Ciro si sentiva come un treno giunto al suo ultimo capolinea. Ansimò per lo sgomento. Poi, tratto un profondo respiro, decise che era giunto il momento di schiudere la lettera ricevuta dal suo maestro in punto di morte. Il mago estrasse un tagliacarte d’argento massiccio dal cassetto della scrivania di mogano e recise il bordo della busta illividita dal tempo, studiandone attentamente il contenuto:« Mio amatissimo discepolo, quando leggerai queste poche righe, il tuo uomo storico ti avrà già avviato verso la finale risoluzione dell’enimma sfingetico. Il secreto non è l’uomo ma il suo destino dopo la morte. Ed ora che ti trovi in procinto di varcare i cancelli di quel Celeste Impero che vagheggiammo, dovrai eseguire un ultimo rituale che troverai dettagliato, con insolita dovizia di particolari, in questa lettera. Sii forte, figlio mio, dal momento che, da questa notte in avanti, vivrai con la consapevolezza di essere in questo mondo ma di non appartenere più ad esso. Ti abbraccio e ti bacio fraternamente. Tuo Izar». Un velo di tristezza avvolse le pupille del vecchio ed una rugiada purissima irrorò l’inchiostro semi ossidato, tramutando le lettere in arcipelaghi serpeggianti fra rughe di carta. Ciro infilò all’anulare il suo anello magistrale in oro e con un pugnale antico di bronzo disegnò nell’aria il potente jerogramma trascritto da Izar, cominciando a recitare un incomprensibile carme che così principiava: Diltca relarpe ben aleni cori. Il fumo, sprigionato dai carponi sui quali ardeva una miscela di storace ed incenso, si arrampicò rapidamente sulle pallide pareti dello studio, materializzando una sagoma antropomorfa, dinnanzi alla quale Ciro sembrò per qualche istante vacillare. «Un anno», tuonò una voce silente, quasi fosse un ruggito invisibile che si levava dalle profondità di un abisso nel quale luci ed ombre danzavano all’unisono. Il Nume aveva parlato e la sua sentenza suonò inappellabile. Una calma composta ebbe il sopravvento sui turbamenti dell’uomo. L’ansia del viaggio sembrava svanita, nel momento stesso in cui la meta era stata rivelata con laconica chiarezza. Il rito era stato completato.  Ciro spalancò la finestrella del piccolo studio, affacciandovisi per scorgere l’aurora tingere di minio l’orizzonte; respirò a pieni polmoni l’aria fresca dell’incipiente mattino e sorrise mestamente. Nel mese delle rose del 1930, così come predetto dal Nume, la fiamma della lampada del vecchio mago si spense… per sempre...  

La statua del Dio Nilo, nell'omonima piazza di Napoli©. Foto coperta da copyright www.ritikremmerz.it